Europa

Il settore europeo delle patate lancia l'allarme: 86 principi attivi fitosanitari sono stati ritirati dal mercato in sette anni.

Il settore europeo delle patate avverte che la riduzione degli strumenti di protezione delle colture, i cambiamenti climatici e l'aumento dei costi stanno minacciando la competitività, con 86 sostanze attive ritirate dal mercato e solo una registrata negli ultimi sette anni.

Il settore europeo della patata avverte che la riduzione degli strumenti di protezione delle colture, i cambiamenti climatici, la disponibilità idrica e l'aumento dei costi stanno compromettendo la competitività e la stabilità della produzione. Al primo Simposio Internazionale sulla Patata di Madrid, gli specialisti hanno sottolineato che l'UE ha ritirato 86 sostanze attive convenzionali in sette anni, registrandone solo una nuova.

Il settore europeo della patata ha avvertito che la riduzione degli strumenti di protezione delle colture, i cambiamenti climatici, la disponibilità idrica e l'aumento dei costi stanno compromettendo la competitività e la stabilità produttiva della coltura, riferisce Argenpapa.

Le sfide sono state analizzate durante il Primo Simposio Internazionale sulla Patata, svoltosi a Madrid nell'ambito di Fruit Attraction 2026, con la partecipazione di quasi 250 professionisti europei.

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Uno dei dati più eclatanti emersi durante l'incontro è che l'Unione Europea ha ritirato dal mercato 86 sostanze fitosanitarie convenzionali negli ultimi sette anni, registrandone solo una nuova. Gli specialisti hanno sottolineato come questa riduzione limiti le alternative disponibili per il controllo di parassiti e malattie, soprattutto in un contesto in cui le condizioni climatiche favoriscono la comparsa e la diffusione di nuove minacce sanitarie.

L'aumento delle temperature sta modificando l'incidenza e la virulenza di diversi organismi nocivi. Parassiti che in precedenza non rappresentavano una minaccia significativa stanno iniziando a causare problemi di produzione in diverse regioni europee. I partecipanti hanno ritenuto prioritario combinare sorveglianza sanitaria, ricerca, prevenzione e trattamenti efficaci per ridurre le perdite di resa e di qualità: una strategia che diventa sempre più difficile da attuare con ogni principio attivo che esce dal mercato.

Le alte temperature registrate durante l'estate del 2026 hanno ridotto le dimensioni dei tuberi e creato difficoltà nella conservazione del raccolto. Questi problemi riguardano sia i produttori, che devono raggiungere rese commerciali sufficienti, sia i trasformatori, che richiedono materia prima con specifiche caratteristiche di dimensioni, qualità e contenuto di sostanza secca.

La produzione europea di patate si aggira intorno ai 48 milioni di tonnellate, sebbene il settore registri una tendenza al ribasso nella sua crescita. L'industria di trasformazione deve inoltre affrontare l'incertezza sulla disponibilità delle materie prime, l'aumento dei costi, la concorrenza internazionale e i crescenti requisiti di sostenibilità: una combinazione che sta comprimendo i margini lungo tutta la filiera.

Il simposio ha anche quantificato la particolare posizione della Spagna nel panorama europeo delle patate. La Spagna importa oltre 1.5 milioni di tonnellate di patate all'anno. Quasi l'80% proviene dalla Francia, mentre il Portogallo è tra i principali fornitori. Durante l'incontro è stato sottolineato che la Spagna possiede le condizioni per commercializzare patate novelle per gran parte dell'anno, grazie alla diversità delle regioni produttrici e dei calendari di raccolta.

Sfruttare appieno questo vantaggio richiede un maggiore coordinamento tra produttori, commercianti e industrie, nonché strumenti che consentano di mantenere la redditività e la salute del raccolto, hanno sostenuto i partecipanti.

Il rapporto di 86 a 1 tra le sostanze attive ritirate e quelle di nuova registrazione diventerà probabilmente il dato più citato del simposio: racchiude, in un unico confronto, la pressione normativa che i coltivatori di patate europei affermano di percepire sul campo. Con la pressione climatica che aumenta la volatilità di parassiti e malattie, il messaggio del settore a Bruxelles è che la sola sorveglianza e la ricerca non possono compensare una gamma di strumenti sempre più ristretta.

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